Cuore incorrotto

Nell’anno 1706 a Borgo San Pietro, diocesi di Rieti, accade un miracolo che ancora oggi desta ammirazione e sorpresa.

Il Signore volle manifestare quanto fosse stata eroica la vita di S. Filippa che, dopo avere superato lotte e ostacoli, abbandonò il mondo per vivere l’ideale di S. Francesco d’Assisi.

A S. Pietro de Molito ella fondò un monastero di Clarisse, ove con le sue figlie spiritualli professò la Regola di S. Chiara, vivendo nella più assoluta fedeltà al suo sposo Gesù. Non ancora quarantenne moriva il 16 febbraio 1236; al suo sepolcro si moltiplicarono grazie e miracoli; venne riconosciuta come santa, ricevendo pubblico e solenne culto da parte della Chiesa.

Nel 1706 le autorità delegate fecero la ricognizione delle spoglie mortali della Santa, come racconta il teste oculare, p. Angelo Benedetto da Roma, che era anche il confessore del Monastero:

„Ottenuta la dovuta licenza, il di 6 ottobre  del 1706 entrarono nel monastero p. Baldigiani, p. Angelo Benedetto da Roma, Palmerino Cifferi falegname, e maestro Domenico Zini muratore; la comitiva, guidata dalle madre Badessa suor Francesca Antonia Fabii, si porto al sepolcro di S. Filippa… Fu subito cominciato a demolire il deposito, alto da terra 5 palmi a modo di altare… Era questi fortissimo, onde buttava faville alle picchiate. Rimosso il pavimento di mattoni grandi, si vide una tavola che copriva il Santo Corpo… Proseguendosi a scavare dal P. Confessore il restante dei frantumi precipitati nella fossa, si ritrovarono tutte le ossa che costituiscono il corpo umano”.

Il racconto continua: „Il Signore volle dimostrare in questa congiuntua quanto gli fosse grata la sua serva Filippa Mareri; si degnò infatti conservare il suo cuore incorrotto benché restato nel sepolcro per lo spazio di quattrocento e settanta anni.

Fu riconosciuto dai periti medici e chirurghi per vero e realissimo questo santo cuore, così prodigiosamente conservato bello intiero e per niente alterato dallo stato naturale; fu visitato il luogo del sepolcro e riconosciuto notabilmente umido; di tutto fu formato istrumento autentico ed il cuore intatto con atti di pubblica solennità fu collocato in un bel reliquiario d’argento, ove si conserva con decoro e venerazione”

 

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Preghiera a S. Filippa (patrona dei malati di cuore)

Eletta sposa di Gesù e nostra grande avvocata! Tu amasti tanto il Signore da disprezzare gli agi terreni e vivere in umiltà e fedeltà a Gesù! Tu meritasti dal Signore di conservare intatto il tuo cuore dalle lusinghe del mondo e dalla forza distruttrice del sepolcro. Anche noi, seguendo il tuo esempio, vogliamo vivere staccati dalle cose terrene e più vicini al Signore. Ora, prostrati davanti al tuo altare, ti chiediamo questa grazia: Ottienici da Dio Onnipotente che nel nostro petto, con ritmo e forza, palpiti sempre il nostro cuore, per vivere nella tranquillità e dedicarci ad opere di bene, a gloria di Dio ed a vantaggio del prossimo

3 x Padre nostro, Ave Maria e Gloria